Smetto Quando Voglio è una commedia che è anche e soprattutto ironia sociale, denuncia dei vizi e virtù del BelPaese, e che coinvolge un’intera generazione. Sono i numeri a confermarlo: il primo capitolo ha incassato 4,5 milioni di euro, seguito dalla “Masterclass” che ha sfiorato i 3,5 milioni di euro e ha generato un fumetto e un videogioco online.
I tratti in comune con la filmografia americana contemporanea sono evidenti sin dalle prime inquadrature, la vista aerea di Roma notturna, che ricorda vagamente Los Angeles, più marcati nella fotografia, caratterizzata da una correzione di colore acida e satura, tecnicamente nota come “flou pop”, per chiudere il cerchio con un montaggio ritmato, fresco e vivace.
Con i primi due capitoli il regista Sidney Sibilia ha dimostrato che è possibile realizzare una comedy tutta italiana che strizza l’occhio alle produzioni americane senza perdere la propria identità. Un concept che va oltre i limiti evidenziati dai critici del cinema italiano, come l’autoreferenzialità e la tendenza a proporre sempre format drammatici.
“Il punto è che se vogliamo fare gli scemi, allora facciamo gli scemi bene. Funziona così…Se deve essere una operazione facciamo l’operazione più para-americana, becera che fa ridere. Fatta bene, ma becera”
Sidney Sibilia
Il primo capitolo della saga: Smetto Quando Voglio
Ambientato nella Roma dei nostri tempi, il film narra la storia di un gruppo di brillanti ricercatori universitari che tentano di sfuggire alla precarietà esistenziale e lavorativa producendo e spacciando smart drugs.
A fondare il gruppo è Pietro Zinni, un ricercatore neurobiologo, a cui non viene rinnovato l’assegno di ricerca. Nemmeno il suo algoritmo per la modellizzazione teorica di molecole organiche ha incontrato il favore della commissione finanziatrice.
Disoccupato, Pietro non ha il coraggio di dire la verità alla sua compagna Giulia e ha un’idea: utilizzare le sue conoscenze scientifiche per creare una nuova droga, sfruttando una molecola non ancora catalogata come sostanza stupefacente dal Ministero della Salute. Decide così di chiamare a raccolta amici e colleghi, tutti ex ricercatori universitari che sono costretti a fare lavori inadeguati rispetto alle loro qualifiche.
Il folle piano di Pietro diventa realtà: la produzione è legale, il lucro che ne deriva no, ma “i tempi sono questi”, lo scopo è guadagnare soldi e vedersi restituita un briciolo di dignità. Le cose poi prendono un’altra piega…
Smetto quando voglio Masterclass
Smetto quando voglio – Masterclass è il prequel di Smetto quando voglio del 2014, in quanto le vicende narrate si svolgono prima della scena finale del primo capitolo. L’associazione a delinquere “con il più alto tasso di cultura di sempre” decide di ricostituirsi quando una poliziotta propone un patto al capo, Pietro Zinni.
Sul piatto c’è lo sconto di pena per lui e la fedina penale pulita per i componenti del gruppo, in cambio dovranno aiutare le forze dell’ordine a vincere la battaglia contro le smart drug. Ancora una volta toccherà ai talenti incompresi recuperare altri cervelli in fuga e lavorare insieme per stanare i creatori delle nuove droghe. Pietro non può rivelare nulla del suo nuovo incarico alla compagna Giulia ed è costretto ad inventare con lei bugie sempre più colorite.
Smetto Quando Voglio- Ad Honorem
La banda dei ricercatori è di nuovo riunita per fermare il folle piano di uno scienziato pazzo. Pietro Zinni è in carcere e con lui tutta la banda. Ma non possono rimanerci a lungo perché in giro c’è Walter Mercurio (interpretato da Luigi Lo Cascio) che è pronto a fare una strage e solo le migliori menti in circolazione possono fermarlo, ma stavolta avranno bisogno dell’aiuto del nemico storico, Murena (interpretato da Neri Marcorè), per evadere dal carcere di Rebibbia. Ma chi è Walter Mercurio? Cosa nasconde?
La 01 Distribution ha reso disponibile la clip con il “making of” di Smetto Quando Voglio – Ad Honorem